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Bagno d’amore

BAGNO DI SUOCERE
Lui: «Cara, 900 chilometri per il compleanno di mia mamma: forse abbiamo esagerato…».
Lei: «No, caro: non saremo mai abbastanza lontani!».

BAGNO DI SESSO
Lui: «Quando facciamo l’amore tu urli sempre il nome del tuo ex: io non capisco…».
Lei: «Vuoi che lo scandisca meglio?».

BAGNO DI AMANTI
Lui: «Mi hanno riferito che hai conosciuto un uomo, che hai già voglia di scappare via e rifarti una vita con lui, portandomi via anche i figli. Io in questo stato di incertezza non posso più vivere…».
Lei: «Puoi dormire tranquillo, caro: è tutto vero!».

 

Al bagno, si sa, le donne vanno da una parte e gli uomini dall’altra. È questa la regola pubblica che femmine e maschi rispettano in tutto il mondo nel momento dei loro bisogni. Ma tra i bisogni primari delle persone c’è anche l’amore.

E anche in amore, come alla toilette, se lei va a sinistra, lui va a destra: del resto, il “metabolismo sentimentale” femminile e quello maschile hanno direzioni, velocità e modalità molto diverse e distinte. Ecco perché in Bagno d’amore, raccolta di 365 vignette umoristiche all’insegna dell’ironia più divertente e del cinismo più sottile, i protagonisti Wilma & Chucky sono rappresentati come quei due simboli che, universalmente, all’ingresso delle toilette pubbliche ci indicano la retta via verso la porta giusta, quella delle “donne” e quella degli “uomini”: le iniziali dei loro nomi, infatti, compongono proprio la parola “WC”.

Una maratona di letture-lampo, per una risata immediata ma anche per uno “stimolo” di riflessione al giorno. Perché ogni battuta, pur nella parodia dell’amore, svela perle di saggezza e un pizzico (ma proprio un pizzico…) di romanticismo.

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